Parlano di noi

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03.08.15

agosto

[…] “la storia effettivamente è molto fica. Siamo nel 1899. Non ci sono le edicole e a vendere i giornali ci pensano gli strilloni. Ragazzini tra i 13 e i 16 anni. Loro compravano le copie dall’editore e poi provavano a venderle — rischiando in proprio, le copie invendute non potevano restituirle. Un bel dì gli editori decidono di alzare il prezzo dei giornali e i ragazzetti scioperano per 3 giorni. Alla fine – la faccio breve – vincono. È tutto vero. Una storia interessante.

Disney ne trae un film negli anni ’90 ed è un flop. Che però diventa un cult in America quando esce in VHS. Vent’anni dopo fanno il musical e ka-boom: un milione di spettatori a Broadway, tour negli States e a breve arrivano in Italia.

Rolling Stone

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08.07.15

luglio

Una storia così strana che, effettivamente, meriterebbe un titolo da strillare. Può un musical, nato da un flop cinematografico magicamente trasformatosi in fenomeno di culto in homevideo, diventare a sua volta un successo teatrale? Può, da musical di medie speranze pensato per il periferico palcoscenico del New Jersey, trasformarsi in uno show evento a Broadway, con più di mille rappresentazioni dal suo esordio nel 2012, attualmente in tournée per venticinque città americane? Può, infine, conquistare migliaia di giovani fan, di quelli cresciuti a internet e social network, con una storia incentrata su personaggi, i cosiddetti «strilloni», ragazzi di strada venditori di giornali tra fine ‘800 e primi ‘900? Sì, tutto questo può succedere se il musical è «Newsies», titolo targato Disney che si presenta come il grande spettacolo in scena questo autunno la cui parola inglese nasce dalla contrazione di «news boys», letteralmente i ragazzi delle notizie. Per l’appunto, i nostri strilloni.

La storia del flop è vera, il film era l’omonimo «Newsies» uscito nel 1992, non era una pellicola musicale, passò inosservato e vai a credere che nel cast c’erano perfino Robert Duvall e un giovane Christian Bale, ben lontano dall’essere la star di Hollywood che è oggi. Il tocco magico lo diede quindi l’idea di farne un musical: con musiche dello specialista Alan Menken («Beauty & the Beast», «La Sirenetta», «Aladdin»), liriche di Jack Feldman, libretto di Harvey Fierstein. Da qui parte l’ossessione del regista Federico Bellone, già alle redini di titoli come «Dirty Dancing» e «Grease»: «Vidi il film a dodici anni e ne rimasi folgorato – spiega – Se faccio questo mestiere è anche perché prima o poi volevo mettere in scena Newsies”. Finalmente nasce dunque la versione italiana – la prima esterna agli Usa, battezzata dal placet della Disney – con coreografie di Gillian Bruce, 34 performer sul palcoscenico, band dal vivo di 11 elementi. Presentato in forma di showcase al Teatro Nazionale dallo stesso Bellone e dal Direttore Strategia Internazionale Disney Theatrical Group, lo spagnolo Felipe Gamba, «Newsies» è il titolo forte, prodotto da Bags Live, annunciato dal prossimo autunno nello spazio di piazza Piemonte. Il musical occuperà il cartellone dal 31 ottobre al 27 dicembre.

Il Giornale

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21.06.15

giugno

Il SOGNO americano, il potere della stampa e l’alba del sindacalismo. C’è un po’ di tutto questo nel musical “Newsies” (strilloni) che ha aperto le prevendite in largo anticipo sul debutto, previsto per l’autunno. Siamo nel 1899, nell’affollata New York di fine secolo. Jack Kelly, un ragazzo che arriva dalla strada, affamato di sogni e di libertà, guida uno sciopero destinato a passare alla storia: la protesta di un gruppo di strilloni contro l’aumento dei prezzi della distribuzione, a spese proprio dei giovani venditori di giornali. Davide contro Golia. […]”

Il Giorno

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17.06.15

giugno

“Spuntano i bisnonni poveri di Mark Zuckerberg. Con coppole sdrucite, facce strafottenti da ragazzi di strada: monelli sì, ma tanto svegli da mettere in ginocchio i giganti dell’editoria. Ciò che vedremo in scena al Barclays Nazionale dal 31 ottobre (ma le prevendite sono già aperte) nell’attesissimo musical «Newsies», versione italiana prodotta da Bags Live del successo di Broadway della Disney, accadde realmente molto prima che il fondatore di Facebook Zuckerberg emettesse un vagito in rete. […]”

Il Corriere della Sera

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12.06.15

giugno

[…] “uno show che unisce una musica dal «tipico sound Disney» (parola di Alan Menken) con «numeri di danza adrenalinici» (New York Times), non è difficile capire come Newsies abbia conquistato un Tony Award per la colonna sonora e abbia superato le mille repliche. Da noi lo spettacolo arriverà il 31 ottobre al Teatro Nazionale Barclays di Milano, con un cast tutto italiano e alla regia Federico Bellone, che a 33 anni ha nel curriculum la direzione delle versioni italiane dei musical Grease e Dirty Dancing oltre che un vero passato da fansies.”

Il Venerdì di Repubblica

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28.05.15

maggio

[…] “Lo show, messo in scena con il permesso e il patrocinio della Disney, che molto raramente concede ad altri di mettere mano i propri gioielli, verrà ospitato dal teatro Nazionale, dove sarà stabilmente per una serie di spettacoli che riproporrà le musiche originali composte dal pluripremiato (anche otto statuette dell’Oscar) Alan Menken, ma rivisiterà i testi in italiano. In pratica si tratterà di una produzione gemella a quella americana, con una propria regia, quella del giovane ma esperto Federico Bellone, e un proprio corpo di ballo, selezionato negli scorsi mesi in Italia: «È un’occasione unica per portare al pubblico italiano uno degli show più popolari a Broadway e abbiamo lavorato duro per convincere la Disney ad affidarcela. «È uno show molto energico, molto giovane, molto contemporaneo e colorato, anche se ambientato a cavallo tra l’800 e il ’900» ha detto il regista, in visita agli studi della Disney a Los Angeles, dove ha lavorato agli ultimi particolari per la messa in scena. «Sono molto meticolosi e prestano attenzione a ogni particolare. È la prima volta che una produzione italiana lavora alla produzione di un musical di successo e ancora in tour negli Stati Uniti».

Newsies racconta una vicenda realmente accaduta: nel 1899 un gruppo di strilloni, allora l’unico mezzo di distribuzione dei giornali, si ribellò contro l’aumento dei prezzi voluto dall’editore Joseph Pulitzer e guidato da un coraggioso giovane, Jack Kelly, indisse uno sciopero che arrivò a bloccare anche il ponte di Brooklyn e costrinse gli editori a rinunciare all’aumento.”

L'Arena

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